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Foto 33: Comò realizzato dal fondatore dell’azienda e cassettone della corporazione. |
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Foto 34a: Prova d’esame dell’apprendista Kandidus Schraffl, il padre dell’attuale titolare senior; in occasione della Mostra di Lienz del 1903 ricevette il primo premio. (Vedi Foto 34b). |
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Foto 34b: Il documento, con cui venne assegnato il primo premio alla prova d’esame dell’apprendista Kandidus Schraffl (1903). |
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Foto 35: Timbri dei sigilli e impronta del sigillo degli artigiani di San Candido (1780 circa) |
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Foto 36a: Cassapanca della corporazione di sette imprese artigiane, con i relativi simboli (da sinistra a destra): guantai, falegnami, fabbri, armaioli (1780 circa) |
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Foto 36b: Lato posteriore della cassapanca della corporazione (vedi foto 35a) con i relativi simboli (da sinistra a destra): carpentieri, muratori, orologiai (1780 circa) |
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Foto 37: Elenco dei figli presentati dai mastri dell’unione artigiani dal 1739 |
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Foto 38: Una pagina dell’elenco (vedi foto 37) |
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Foto 39: Elenco degli apprendisti
registrati e di quelli che hanno concluso l’apprendistato
dal 1739 |
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Foto 40: Una pagina dell’elenco (vedi
foto 39). |
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Foto 41: Modulo dei mastri della
corporazione di San Candido per il rilascio di un
certificato di lavoro per un apprendista artigiano preso
provvisoriamente a servizio. Da aggiungere a mano nome,
provenienza, età, altezza, colore dei capelli, durata del
servizio e data di rilascio. |
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Foto 42: Certificato d’apprendistato di
Josef Schraffl (1832-1896), il fratello del fondatore
dell’azienda, rilasciato il 4 giugno 1855. Il certificato
d’apprendistato del fondatore dell’azienda, Kandidus
(1840-1895), non è stato conservato. |
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Foto 43: Uno sguardo nel Museo della
Falegnameria Schraffl. |
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Foto 44: Il banco da falegname del
fondatore dell’azienda Kandidus Schraffl (1840 – 1895), al
quale risale anche la cassetta utensili sospesa (pialla,
scalpelli, lime, ecc.); sopra la cassetta degli attrezzi vi
sono morse da falegnami in legno, sotto pinze, lime ecc.;
sul pavimento altri contenitori per utensili che ci si
portava con sé durante il montaggio dei mobili. |
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Foto 45: Tornio, con cui ha lavorato il
padre dell’attuale titolare senior; in alto, utensili per
tornire di diverse grandezze. |
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Foto 46: Sopra il tornio, utensili per
tornire di diverse grandezze (vedi foto 45), sotto, le
cosiddette “bandelle per cerniere” (per applicare le
cerniere alle porte); accanto all’insieme di utensili per
tornire si nota una scansia sospesa del XIX secolo
contenente (da sinistra a destra): banco grezzo, pialle di
diverse grandezze e spessori, trapani, un altro banco
grezzo; sotto, squadre, scalpelli ecc. (tutto dell’epoca del
fondatore dell’azienda). |
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Foto 47: Tornio a pedale del fondatore
dell’azienda, realizzato intorno al 1890 dal fabbro Jakob
Erharter (soprannominato ”Schmittjoggl“) di San Candido,
funzionante anche ad acqua. Accanto, a sinistra, cavalletti
in legno, a destra un’incudine. In alto, il diploma e altri
riconoscimenti per i lavori dell’azienda. |
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Foto 48: Trapano e affilatrice per lame
(a motore) degli anni Trenta; sulla parete teste per fresare
e pressa a eccentrico. |
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Foto 49: Sega a nastro con trapano (a
motore) degli anni Trenta. |
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Foto 50: La prima sega circolare con
trapano (a motore) di proprietà dell’azienda. |
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Foto 51: Sega a nastro con trapano (vedi
foto 49); sulle pareti (da sinistra a destra) ”borsa da
bicicletta“, cassette utensili, «Zappin», scure, seghe a
nastro e seghe oscillanti. |
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Foto 52: Collezione di pialle (da
sinistra a destra): pialle per il banco grezzo di diverse
grandezze, pialle per nervature, pialle per sgrossare,
incorsatoi, pialle per scanalare (tra cui una pialla
utilizzata un tempo per barche e botti). In basso, una
filettatrice. |
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Foto 53: Cavalletti per impiallacciare
in legno; su uno è posta la chiave per dadi (utilizzata fino
agli anni Trenta). |
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Foto 54: (da sinistra a destra) chiavi
per dadi, tra cui una picca e una lama per sega circolare;
morsetto per bordi, trapano a mano, nastro per misurare,
rullo per sega circolare ecc. |
Da Mathias Schraffl (? – 1716) a Micha Kandidus Schraffl (nato
nel 1997).
Le fonti sono i registri anagrafici della parrocchia collegiale
di San Candido.